CREATURA

(Da Frankenstein a Marivaux)

Tabula rasa. 

Ecco, questo è il mondo, ora. Una tabula rasa. Il…”creato”….si dice no?

Tutto ciò che c’è, compreso l’uomo..e la donna…le “creature”…le “persone”.

Oggi dopo oltre cinquanta giorni di quarantena stretta, com’è uscire nel “mondo”, nel “creato”….? Com’è? Che effetto fa?

Non so voi, magari voi no, per voi non è così, ma io non ho né terrazzo né balcone né giardino privato né area condominiale in comune né….un tubo di niente ALL’ARIA APERTA dove potevo stare anche solo cinque minuti in questi oltre cinquanta giorni e dunque…quando lunedì 4 maggio ho aperto la porta di casa ero un po’ come…mi sono sentita un po’ come…Frankenstein…o Egle e Adina…o…chi volete….insomma per un attimo, per un solo istante, come una che nel mondo non c’è mai stata prima e…che cos’è? E dov’è che sto?

Le prime volte che uscite ora di casa non vi sentite un po’ come Frankenstein, come la “Creatura”…che non sa chi è, non sa riconoscersi, ignora dove è capitato, chi sono quelli che si muovono intorno?, chi è che cos’è…..il mondo….questo mondo. Chi siamo…noi? Noi chi?

Questa “razza umana” che è stata tutt’a un tratto chiusa e messa in gabbia, silenziata, tacciata, dalla madre Terra, che si è stufata, si è stufata di tenerla su di sé cieca irriconoscente presuntuosa irrispettosa e nociva e malvagia spesso, insomma…a un tratto l’ha presa e…l’ha messa da parte…zitta, muta, ferma, lì dentro, dentro il tuo guscio….o così…o guarda che SPARISCI. Tutta, tutt’intera….E magari ne arriva un’altra..di razza…meglio di te.

Niente abbracci, niente strette di mano, niente parlare attaccati a gruppi a frotte…solo chi già conosci e vive con te, ISOLATO…ISOLATI. Niente CONTATTO. Per due mesi, circa.

E allora…MA ORA CHI SIAMO? Chi sei tu…”persona”…di fronte a me? Chi sei tu…creatura?

“Sono triste”, dice Frankenstein, come la luna. “Perché?” Gli chiede il suo maestro cieco De Lacey. “Perché sono solo”.

“Ho provato ad essere come gli altri…ma sono diverso”. “Tutto quello che volevo era amarti”, sussurra alla fine nell’orecchio del suo Creatore. Lui, un’essere all’apparenza ripugnante, un “mostro” agli occhi di tutti gli altri…vuole, cerca solo l’amore. Da neonato, adulto, cammina verso il sole, senza sapere cos’è…sente gli uccellini cinguettare e…urla, è pazzo di gioia, balla, non ha la più pallida idea di che cosa siano quelle cose lì, quelle “creature”, ma le insegue e gli va incontro FELICE…pieno, intero, senza ombre, senza paure, senza pensieri, senza…niente…non ha bagaglio, viaggia leggero…ha solo SETE, FAME, di vedere, sentire, toccare.

Poi…arriverà la conoscenza degli uomini, il sapere, ed inizierà a essere infelice, a sentire la mancanza: chi sono? Da dove vengo? Perché sono solo e non ho nemmeno un amico?

Egle, Azor, Adina, Merlino…isolati dal mondo sin dalla nascita, non hanno mai visto nessuno tranne la loro serva Carisia per una sorta di esperimento sull’amore e quando finalmente si incontrano, nell’età dell’adolescenza, vedono altre “persone” e…alla fine sanno che l’amore che vede tutti/e ma sceglie uno/a tra quei tutti/e è un dono unico, inestimabile…e raro, molto raro. Quindi da tenere da parte, come un regalo di famiglia, un ricordo di un nonno/a, un abbraccio del passato che ci ha segnato a vita, un pezzo di pizza mangiato da bambini mano nella mano con la nonna/il papà/la mamma….come una goccia nell’oceano, che insieme a tutte le altre gocce è indivisibile e invece è unica, nessuna è come lei/lui.

Allora…dopo oltre cinquanta giorni noi siamo…lì…lì fuori e…tutto, tutto gira di nuovo, le macchine, i parlottii del portiere, delle signore sulla soglia di un negozio, ma che succede? Che succede? Che cos’è tutta questa roba qui? Perché sta qui? Perché mi gira intorno ? Un passante che ti conosce e ti rivede…e pensa ah beh allora c’è (è viva) e…sembra che non ti abbia mai vista prima perché ti saluta come se fosse il primo giorno dell’anno oppure tuo fratello che non ti vede da un secolo…e tu capisci all’improvviso quello che è successo…che stai uscendo da una grotta e ora ti stai facendo vedere nel mondo..per la prima volta.

COME SE IL MONDO TI VEDESSE PER LA PRIMA VOLTA E TU LUI E….ALLORA? Cosa ci raccontiamo? Chi sono? Da dove vengo? Chi sei tu qua davanti a me…? Persona? Cosa ci facciamo qui?

Ecco… non servono le chiacchiere facili, i convenevoli, le parole e le frasi “di circostanza”, i soliti giri di parole, i soliti giochetti, le solite cose…le “perdite di tempo”. NO. TABULA RASA.

La Creatura ci guarda e ci imita, noi umani, prima nelle movenze esteriori poi nel parlare e…nell’agire…E poi…inizia a mentire: da lì in poi è la fine. 

Sta cercando qualcuno con cui condividere la vita quotidiana: cerca un amico, prima, poi una moglie. Non vuole la solitudine, non gli piace stare da solo. Cerca l’amore, in tutte le sue forme, del proprio genitore, di un amico, di una donna. Ma gli altri gli dicono che non può provare amore, lui non è come gli altri e non è possibile che senta amore. Ma lui insiste e continua a cercarlo, fino alla fine, fino all’estremo, fino all’ultimo soffio di vita. E cammina a testa alta verso la fine, si fa uccidere affinché l’amore lo raggiunga. 

Cosa siamo senza l’amore? Senza gli affetti più cari? Da soli? Chi siamo?

Creature…informi…in-guardabii…persone indifferenti…Mostri.

Oggi è una bellissima giornata di sole, pieno, cielo azzurro, uccellini che danzano e cantano nell’aria, tutto è al suo posto, sembra, nel “creato”. Allora, inizio da capo, tutti…da capo, come se fossimo stati creati ORA. IN QUEST’ISTANTE. E questo mondo ci fosse stato REGALATO. OGGI SEI NATO: REGALO DI COMPLEANNO.

Ora esco per la prima volta dalla “tana” e guardo: gli uccelli che volano sul laghetto, le tartarughe al sole, le oche e i cigni, i fiori e le siepi, tutte le piante lì intorno e mi accorgo che non li conosco, non li ho mai visti prima. Oggi IO SONO…perché SONO NEL MONDO. Si parte da qua.

Roma, 7 maggio 2020

  • “Frankenstein”: regia di Danny Boyle, “Creatura”: Benedict Cumberbatch; “Victor Frankenstein”: Jonny-Lee Miller, produzione: National Theatre (Londra, Regno Unito); In streaming @NationalTheatreLive (#NationalTheatreAtHome, 1 e 6 maggio 2020);
  • testo “La Disputa” (“La Dispute”) di Marivaux, traduzione di Guido Davico Bonino (Einaudi, Torino, 1989)

Pubblicato da CARLA DI DONATO

Ricercatrice Indipendente, Dottore di Ricerca in Teatro ed Arti dello Spettacolo presso le Università Sorbonne Nouvelle/Paris III e Roma Tre, Curatrice progetti di formazione del pubblico, drammaturga e autrice, giornalista freelance, danzatrice ed insegnante di danza.

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