DOLCE

E’ stato dolce. Dopo oltre due mesi, fare una passeggiata…con mamma e papà. Rivedere la casa, quella dove abitano loro ed io ho vissuto, molto molto tempo fa, essere di nuovo lì, in quel salone, a pranzo una domenica…come tante…festa della mamma…

E’ suonato tutto morbido, semplice e delicato all’anima…camminare per Villa Borghese, Piazza di Siena, scendere il viale grande e ombreggiato…essere lì…insieme. Insieme, di nuovo…..

E solo ora scendono le lacrime, ma solo qualcuna, lieve lieve. Non è un pianto.

Me l’ero immaginato tutto diverso, drammatico, difficile…la notte prima non avevo quasi dormito, lo stomaco strizzato in due al pensiero…la paura, sempre, l’ansia, quell’ansia…

Tutta la giornata ha suonato una musica dolce, a mo’ di flauto traverso. Eravamo leggeri, loro ed io, per i prati e sul ciottolìo al laghetto….i cigni…le papere, dove sono le tartarughe? Laggiù, laggiù….al sole sono.

Sulla panchina all’ombra, che oggi al sole è già estate, siete vestiti pesanti, “dobbiamo fare il cambio di stagione Sergio!”, incalza mia madre.

Poi il prosecco, a casa, gelato, cin cin…e un pranzo semplice come i mille a casa loro. Le fotografie negli album sono nell’anta destra del salone, un album sopra l’altro…gli anni…e nelle cornici…lì puoi vedere tutto: IL PRIMA. La storia della famiglia…

Respiro. Lungo, lungo.

E’ così che funziona…tra il prima ed il dopo, c’è solo un respiro, lungo, ed un silenzio di ovatta assolata… Mi guardo intorno e vedo tutto quello che è stato che prima credevo era ovvio, era semplicemente stato…ora è….

Il futuro? Non c’è più passato, uguale, né presente (se il dopo non sai nemmeno se ci sarà..i), c’è questo tempo qui, tutto nuovo, tutto da scoprire, tutto da capire istante per istante che cosa, chi e con chi sarà…ora c’è il tempo della cattività, della gabbia…e dell’apertura della gabbia…della “libertà”…ma da che? da chi, da che cosa? Da tutto quello che s’è depositato lì dentro, dentro di noi in questo tempo di cattività…da tutto quello che potrebbe esserci là fuori e che non sappiamo non conosciamo ancora…

C’è un tempo tutto nuovo, che ci dicono va a settimane, in realtà va a momenti…

Allora me lo godo, mi immergo, in questo “dolce”, col naso all’insù: è lassù lassù, in alto, senza peso, senza età, senza dolore, senza pena, senza pensiero…E’ dolce. E si è posato qui da me. E’ Amore.

Roma, 12 maggio 2020

Pubblicato da CARLA DI DONATO

Ricercatrice Indipendente, Dottore di Ricerca in Teatro ed Arti dello Spettacolo presso le Università Sorbonne Nouvelle/Paris III e Roma Tre, Curatrice progetti di formazione del pubblico, drammaturga e autrice, giornalista freelance, danzatrice ed insegnante di danza.

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