Blog

FREEDOM

Sapete…o meglio, vi ricordate..com’era parlare, fare battute, scherzare, ridere…prima? Tra perfetti estranei, per strada, al bar, sull’autobus, al ristorante, in un negozio di scarpe, al supermercato… Anche solo per pochi minuti, per un breve intervallo di tempo, sospeso tra due azioni, entrare ed uscire (da una farmacia ad esempio…lo so…ma è uno dei pochi negozi aperti al momento…) ? E sorprendersi in una risata senza essersene accorti, accorgersene quando è già quasi finita e dire, o meglio pensare…: oddio….ma allora è questo che era prima….vivere? Era così che si faceva? Dov’è andato a finire quel tempo? Perché…siete proprio sicuri di sapere…di ricordare proprio bene come si fa? Cosa significava? Perché io oggi ho tremato…salendo le scale di casa a piedi come ormai faccio da cinquanta giorni, all’idea di averlo perso questo diamante grezzo…la vita pura.

Stamattina un mio caro amico da Londra mi ha scritto: “Enjoy your freedom”, proprio così…come una carcerata, una galeotta, appena rilasciata dalla prigione…ma lui non l’ha fatto apposta, al contrario, era un augurio pieno di affetto, di speranza..credo, nelle intenzioni. Ma io è esattamente questo che ho provato entrando stamattina a Villa Borghese, il mio parco, qui vicino casa. Ho soffiato forte forte dentro la mascherina, ho bisbigliato sillabe incomprensibili, ho cominciato a camminare a zig zag…perchè poi?, ho iniziato a piangere, o meglio pensato di stare per iniziare a, ma interrotto le lacrime sul nascere…ho continuato…a camminare e a non credere che tutto fosse reale. E poi il cielo…e il resto…Ma avevo voglia di piangere e urlare…mentre rivedevo le scene delle partite di pallavolo al tempo del liceo tra gli alberi all’entrata sulla destra, il campo di pallone dove mio padre ha giocato a calcio tante domeniche quando ero bambina e lo vedevo arrivare a casa (cioè esattamente a casa “mia”, dove ora io vivo) dei miei nonni per l’ora di pranzo con gli occhiali scuri…perché aveva avuto un corpo a corpo un po’ vivace con uno dei giovani giocatori, il viale dove a sette anni ho imparato a pattinare a rotelle con mio padre e le mie amiche, i due sarcofagi dove mi arrampicavo cento volte in quindici minuti quando avevo dieci anni per la disperazione totale dei miei, la casa delle farfalle e…ogni angolo era un ricordo del…PRIMA. 

Quanto ci vorrà? Per diventare davvero liberi….di volare, davvero, con la fantasia, e poi con i nostri piedi e gambe…sui velivoli veri e propri.

Quanto ci vorrà per non sentire più la fitta della paura, sottile e affilata, cinque minuti dopo una risata piena? Quanto ci vorrà per non sentirsi impauriti come bimbi di due anni nella notte mentre si cammina nel sole e tra il cinguettare di uccelli, foglie tra i rami, mamme che urlano ai figli finalmente a giocare insieme ai loro amichetti? Quanto ci vorrà per far sì che la sera un’inquietudine leggera, un pensiero un attimo come un’ombra nella testa dica: “E ora?” “Che cosa succederà? Andrà tutto bene? E poi tra quindici giorni….?”

COME SARA’ IL MONDO DUE, TRE GIORNI TRA UNA…O DUE SETTIMANE? STAREMO TUTTI BENE?

E non saperlo, se non quando, dopo che sarà accaduto. Come nessuno poteva mai saperlo, mai, come, all’inizio degli oltre cinquanta giorni…passati. Come sarebbe andata.

E ora..di nuovo…fasi…1,…2……3………..come si riesce a stare in equilibrio, come si rimane sani….in tutti i sensi…convivendo con la paura? Di tornare indietro? Di perdere il sole, il vento e l’aria libera? O la vista di tuo padre e tua madre?

SCARED.

Spaventati. E felici, e pazzi, e avventati, e…vivi. QuestO siamo…e non possiamo fare a meno di essere…UMANI. LIBERI.

Benvenuti nel III Conflitto Mondiale: senza bombe, senza eserciti, senza navi da guerra, senza sostanze chimiche o gas…solo con LA PAURA……DI TE STESSO E DELL’ ALTRO, LA PAURA SEMPRE, DENTRO. Dentro, o dopo, o prima, di un sorriso, un pasto cucinato con cura ed amore, alla perfezione per la tua famiglia, una cavalcata in motorino per il centro di Roma, un acquisto online, una t-shirt personalizzata, un….singolo istante di…”altro”….prima, o dopo, che lei ritorni…

Per questo danzo, perché quell’universo, non ha tempo e…NON HA PAURA.  AND I BELONG THERE.

CARLA DI DONATO

Roma, 4-5 maggio 2020

SEMPRE IMMENSA MERAVIGLIA

Le Quattro Stagioni E siamo tornati a teatro. Dal vivo. In presenza. Coi corpi fisici. All’aperto, un palcoscenico, una nuova produzione. A vedere la Danza dal vivo. E sono tornati i danzatori, gli artisti, le maestranze…gli spettatori. Noi. Distanziati. Vicini se congiunti….??? Ma che vorrà dire? Boh, ancora non è chiaro comunque… Siamo tornati adContinua a leggere “SEMPRE IMMENSA MERAVIGLIA”

GRAZIE

Non ho una foto da mostrarvi di questo.L’anima ce l’ha.È l’attimo più prezioso di questa giornata….Esco di casa e un bambino mi fa “Buh!” da dietro l’angolo. Mi spavento per un attimo, mi giro e glielo dico ridendo “Mi hai spaventata davvero!”, e ride anche lui, tanto, ridiamo insieme, poi subito si copre il viso,Continua a leggere “GRAZIE”

“Se uno non spera l’insperabile giammai lo troverà” (Eraclito, fr. 18)

Immagine – Soffitto dello Shakespeare’s Globe di Londra (Regno Unito)-Copertina del volume diCarla Di Donato – Researcher/Writer / Alexandre Salzmann e la scena del XX secolo“L’INVISIBILE RESO VISIBILE. Alexandre Salzmann (1874-1934): Vita, Opera e Ricerca tra Teatro, Luce e Movimento” (Aracne, 2013; 492 pp.) Link: http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html?item=9788854865433

VERSO

A proposito di niente Non lo so dove sto andando, intanto…vivo. Erro. Mi godo il mondo: tra quattro mura…e poi un po’ fuori. Un po’. Oggi sono al parco, in compagnia di tanti bimbi, mamme, papà, nonne nonni, coppie, ragazzini…. La gente non sa dove andare.  Non è che non percorre selciato, isolati, asfalto, prato,Continua a leggere “VERSO”

DOLCE

E’ stato dolce. Dopo oltre due mesi, fare una passeggiata…con mamma e papà. Rivedere la casa, quella dove abitano loro ed io ho vissuto, molto molto tempo fa, essere di nuovo lì, in quel salone, a pranzo una domenica…come tante…festa della mamma… E’ suonato tutto morbido, semplice e delicato all’anima…camminare per Villa Borghese, Piazza diContinua a leggere “DOLCE”

CREATURA

(Da Frankenstein a Marivaux) Tabula rasa.  Ecco, questo è il mondo, ora. Una tabula rasa. Il…”creato”….si dice no? Tutto ciò che c’è, compreso l’uomo..e la donna…le “creature”…le “persone”. Oggi dopo oltre cinquanta giorni di quarantena stretta, com’è uscire nel “mondo”, nel “creato”….? Com’è? Che effetto fa? Non so voi, magari voi no, per voi nonContinua a leggere “CREATURA”

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.


Segui il mio blog

Ottieni i nuovi contenuti, spediti direttamente nella tua casella di posta.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: